Chiesa e convento dei Minori di S.Francesco.
Fino al secolo XVIII dedicato ai Ss.Gervaso e Protaso (dando il nome anche all'attuale strada Massimo D'Azeglio), l'edificio risale al 1566, fondato per volere del duca Ottavio Farnese e del vescovo di Brugnato (suffraganeo di quello di Parma), su disegno di Giambattista Fornovo.
Nel 1616 la fabbrica era però ferma ancora al cornicione del primo livello, e coperta con un tetto di fortuna. Solo con l'intervento di Margherita Farnese (suor Maura Lucenia) e offerte popolari il tempio fu eretto nella forma prevista dal progetto, con copertura a volta di Girolamo Rainaldi strutturata in deroga al progetto del Fornovo (che pensava a una cupola con lanterna).
La pianta che risulta è affatto atipica e fonte di curiosità per parecchi artisti: Filippo Juvarra, l'autore della Basilica di Superga e della Palazzina di Stupinigi, ne copiò accuratamente nei propri taccuini la struttura. Planimetria quasi ellittica (31 m. per 20 circa), con due semicerchi uniti da due rette, a cui si aggiungono l'abside e le dieci cappelle ornate a stucchi, più un atrio interno. Lo spazio è spartito da pilastri scanalati. Il prospetto esterno, spoglio ma innervato da robusti dorsi delle cappelle e da contrafforti, dà un'immagine di elasticità e robustezza al contempo.
Nell'atrio sinistro si trova una copia dell'Annunciazione del Correggio (1520), dipinta a fresco nella chiesa dei Minori di via Farini e poi da lì tolta nel 1546 e ora in Galleria Nazionale a Parma.
A destra, in una nicchia, Ecce Homo in terracotta policroma di Antonio Sbravati e una tela con il Martirio dei Santi Gervaso e Protaso, opera di Biagio Martini (inizio sec. XIX). La tavola dell'altare maggiore (l'altare spetta ad Antonio Brianti, 1776), con la Madonna in trono, Bambino e i Ss.Bernardo, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Francesco d'Assisi, era stata eseguita in origine per i Minori dell'"Annunziata di fuori" nel 1518 da Francesco Zaganelli da Cotignola, e giunta qui dopo la soppressione del convento nel 1546.
Il Coro fu commissionato da Rolando Pallavicino (metà sec.XV). Nella quarta cappella da sinistra, S.Pietro d'Alcantara e storie della sua vita, di Pier Ilario Spolverini (inizio sec. XVIII). Nella nona, S.Bonaventura genuflesso davanti alla Vergine, tela di Sebastiano Galeotti. Nella decima cappella, il fonte battesimale è di Camillo Uccelli.
Gli stucchi e le altre decorazioni dell'aula principale sono attribuite a Luca Reti (inizio sec XVII). Organo di Giuseppe Serassi.