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Palazzo Ducale
Parma
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Imponente palazzo voluto da Ottavio Farnese nel 1561 e costruito su progetto del Vignola accanto ai nuovi giardini ducali.
L’aspetto attuale però è frutto di vari rifacimenti ad opera sia del Bibiena che, nel 1767, da Ennemond Petitot. E’ grazie agli interventi del Petitot che viene eliminata la grande scala doppia con grotta centrale che ornava l’ingresso e viene conferito al palazzo un aspetto più classicheggiante.
Il palazzo ospiterà la sede di rappresentanza dell’Authority Alimentare Europea.
All’interno:
- Al piano terreno si trovano opere di Cesare Baglioni, dipinte all’inizio del ‘600
- Monumentale scalone settecentesco porta alla sala degli uccelli, così chiamata per le decorazioni a stucco e ad affresco realizzate da Benigno Bossi nel 1766-67 e rappresentanti 224 specie di uccelli.
- “Sala di Alcina”, decorata attorno al 1568 con la collaborazione di Jacopo Bertoja, uno dei più interessanti rappresentanti del secondo manierismo parmense, con scene tratte dal libro VII dell’Orlando Furioso. E’ la sala più antica del palazzo.
- Sala dell’Aetas Felicior o del Bacio. Affrescata da Girolamo Mirala e Jacopo Zanguidi detto il Bertoja fra il 1570 e il 1573 e rappresentante il mito di Venere e Amore e l’età felice. Mentre nella volta i due artisti lavorano a stretto contatto e quasi nonè possibile distinguere il lavoro dell’uno e dell’altro, sulle pareti emerge l’opera del Bertoja che continua il lavoro dopo la morte del maestro. E’ sulle pareti la scena della danza con particolari del bacio fra trasparenti colonne di cristallo che intitola la stanza e che rappresenta una delle creazioni più nuove del tardo manierismo dove lo spazio viene inteso come “strumento d’illusione naturalistica”.
- Sala d’Orfeo. Affrescata da Girolamo Mirala e Jacopo Zanguidi fra il 1568 e il 1570, dove prevalere il maestro Mirala, con scene della favola d’Amore di Orfeo pausate da elementi architettonici.
- Sala di Erminia. La Gerusalemme Liberata è il tema rappresentato dagli affreschi del Tiarini datati 1628. Gli episodi scelti sono l’Incontro fra Erminia a cavallo, Tancredi morente e Erminia mentre coglie Vafrio intento a spiare. L’intreccio di rami che circonda la sala è dello stuccatore Carlo Bossi.
- Sala dell’Amore. La volta è dipinta da Agostino Carracci con tre rappresentazioni dell’amore, ma muore prima di poter terminare l’opera nel 1602: L’amore materno con Venere che guarda il figlio Enea mentre si dirige verso l’Italia, l’amore celeste fra Venere e Marte e quello umano fra Peleo e Teti. La sala fu completata tra il 1679/80 da Carlo Cignali con altre rappresentazioni dell’Amore col trionfo di Venere e Amore nel ratto di Europa; Bacco che offre il tesoro ad Arianna; il trionfo di Venere e amore con le grazie e il piacere e la lotta fra Amore e Pan.
- Sala delle leggende. Gian Battista Trotti detto il Molosso, tra il 1604 e il 1619 decora tre pareti della stanza con Giove che incorona Bacco accompagnato da Venere; il sacrificio di Alcesti; Circe che ridà forma umana ai compagni di Ulisse. Nella parete vicino alla finestra ci sono due affreschi del fiammingo Giovanni Sons.
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| Scheda pratica per "Palazzo Ducale " |
| Comune | Parma | | Indirizzo | Situato all'interno del Parco Ducale nel centro storico, 10 minuti a piedi da Piazza Garibaldi | | Informazioni | Tel. 0521282868 | | Orari di apertura | da lunedì a sabato 9.00 – 12.00 Chiuso domenica | | Ingresso | Intero € 3,00 gruppi, over 65 e under 25 € 1,50; scuole € 1,00. Prenotazione obbligatoria per gruppi | | Note | Le schede in allegato sono approfondimenti dell'Ufficio Stampa di Palazzo Pigorini |
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data di creazione: 29/04/2004
data di modifica: 28/06/2010
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